Google Ads: Punteggio di Ottimizzazione e Tab Consigli

Cos’è il Punteggio di Ottimizzazione di Google Ads? E come funziona la nuova Tab Consigli? Ma soprattutto: ci dobbiamo fidare dei consigli di Google o servono solo per farci aumentare il budget?

Dall’Agosto del 2018 nella nuova esperienza Google Ads è possibili visualizzare anche una tab “Consigli”.

Al suo interno sono esposti (non a caso...) molti consigli ed un enigmatico Punteggio di Ottimizzazione. Alcuni dei suggerimenti sono utili reminder, altri sembrano scherzi casuali del machine learning di Google ed altri hanno tutta l’aria di trappole per farci spendere più di quanto vorremmo. Ecco come districarsi.

Cos’è il Punteggio di Ottimizzazione?


Salta agli occhi appena si clicca sul tab “Consigli” in alto a sinistra...


Questa cifra sarà tanto più alta se:

  1. I risultatati delle tue campagne sono buoni

  2. Hai usate tutte le feature a disposizioni su Google Ads (incluse estensioni, diversi tipi di bidding, etc)

  3. Se durante tutto il tuo excursus come advertiser su Google non solo hai ottenuto buoni risultati ma non hai violato le policy di Google

  4. Se hai accettato di buon grado i consigli di Google


Quali consigli?


I consigli sono tutti presenti nella omonima tab, la stessa dove è visualizzato il Punteggio di Ottimizzazione.

Se li seguiremo tutti, pedissequamente, il nostro Punteggio arriverà a 100%…

Ma il nostro scopo è soddisfare le aspettative di Google e del suo punteggio o costruire delle campagne perfette per noi o per i nostri clienti?

Sarà meglio allora andare a vedere quali di questi consigli di Google dobbiamo accettare davvero.

Il nostro tab divide i consigli in tre sezioni:

  • Offerte e budget

  • Parole chiave e targeting

  • Annunci ed estensioni

Andiamo a vedere alcuni esempi di cosa accettare e cosa rifiutare per ognuna di queste sezioni.

Offerte e budget


“Fai più offerte con la campagna Smart Bidding”

Ho una campagna attiva da poco tempo, ho portato a casa solo un paio di conversioni ma, secondo Google, io dovrei optare per una strategia di Smart Bidding CPA perché “le tue campagne contengono dati sulle conversioni sufficienti per trarre vantaggio dalle offerte basate su CPA target”…



No, mi dispiace Google, un paio di conversioni NON sono sufficienti per mollare la strategia manuale. Grazie per averci provato, ma no grazie.

“Aumenta l’offerta”

In questo frangente valutate caso per caso, calcolatrice alla mano.

Google vi può ad esempio suggerire che con un aumento di pochi centesimi di offerta su una parola chiave avrete molte più visualizzazioni in prima posizione: in quel caso può essere effettivamente d’aiuto.

Annunci ed estensioni


“Aggiungi Callout”

La sezione “Annunci ed estensioni” risulta spesso molto utile perché qui Google davvero vi viene in auto per quelle volte in cui - presi dalla fretta e dai troppi impegni magari – vi siete dimenticati alcune estensioni.Ad esempio un’estensione callout.

Davvero non ci può essere una campagna senza almeno due o tre estensioni callout, rimediate subito!



In altri casi invece, Google vi propone semplicemente TUTTE le estensioni possibili.

Non importa che tipo di business gestiate o su che tipo di sito vadano ad atterrare i vostri utenti, Google vi farà notare che non avrete usato QUELLA estensione (per voi inutilizzabile). Quindi: avete un sito di una sola pagina? Google vi proporrà dei sitelink (anche se non ha senso). Quello che vendete non può rientrare negli schemi degli snippet strutturati? Google ve li proporrà ugualmente. E via dicendo…

Parole chiave e targeting


“Aggiungi la versione corrispondenza generica”

Anche qui si viene colti spesso dall’impressione che Big G tenda a spingerci a spendere di più solo per fargli guadagnare qualche dollaro in più…

Capita così che ci venga proposto di aggiungere la versione a corrispondenza generica di una parola chiave per avere un paio di clic in più.

Quando, naturalmente, se io ho scelto (consapevolmente) di non mettere quella parola chiave come corrispondenza generica è perché per l’algoritmo di Google saranno buoni non solo molti sinonimi ma anche diverse parole con la stessa radice di quelle all’interno della mia keyword.

Ed ecco che invece Google mi dice: applica piuttosto questo mio consiglio e aggiungi anche la versione a corrispondenza generica.




Tutto questo per un (supposto) clic in più alla settimana. Ne vale la pena? Non credo.

"Aggiungi nuove parole chiave"

Quando partiamo con una nuova campagna, passiamo alcune ore a fare ricerche per trovare i migliori termini possibili per:

  • pertinenza,

  • volume,

  • costo.

Quindi mettiamo assieme un bel mucchietto di keyword che andremo poi a scremare ottenendo in questo modo un gruppo denso (semanticamente) e composto da un minimo di due fino a un massimo di 10 parole chiave.

Poi passano le settimane. Forse anche i mesi.

La nostra campagna funziona ma alcuni testi di annunci sono stati aggiustati, alcune keyword le abbiamo segate perché poco performanti. E ci ritroviamo con un parco-kewyord di tre sole parole chiave.

A questo punto entra in gioco Google Ads che ci dice:


Ma vale davvero la pena che aggiunga qualche nuova keyword?

(Breve nota a latere: ma chi li scrive questi testi per Google? “Perché non hai scelto come target ricerche che potrebbero essere pertinenti per la tua attività”? Ma che modi sono? Il mio target, cioè le mie kewyord, è assolutamente pertinente! Tanto che poi, quando vado a controllare le parole chiave suggerite, non trovo altro che varianti delle mie stesse parole chiave!)

Tra queste quattro keyword proposte ne riconosco una che – guarda caso – era tra quelle che avevo scartato al momento della creazione della campagna e, visto che il mio gruppo di parole chiave si è molto assottigliato da allora, decido di darle una seconda chance.

Ecco allora che alcuni casi le keyword suggerite sono un buon reminder.

Questo infatti è un buon modo per ricordarci che il lavoro sulle parole non è mai finito. Che ci saranno sempre keyword che usciranno ed entreranno dal nostro gruppo di prescelte ed altre che verranno modificate.

Ma non per questo va preso come oro colato il tip di Google Ads: andate a vedere i vostri appunti presi all’inizio della campagna, se necessario tornate a lavorare sul keyword planner.

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